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Virginia Carolfi, Author at EtnoGraph - We Love People, UX, Design, Innovate

La critica della tecnologia pura – I, Daniel Blake ci porta coi piedi per terra

giugno 30, 2017 | By | No Comments

Come abbiamo già accennato nel precedente articolo, spesso le opere cinematografiche danno voce alla “coscienza collettiva”, ai moti dell’animo e del pensiero che spesso attanagliano ognuno di noi.
Anche in questo caso, è un film che ha dato l’avvio alle nostre riflessioni; stiamo parlando di “I, Daniel Blake”, ultima opera dell’inossidabile Ken Loach e pellicola vincitrice del più prestigioso riconoscimento in ambito cinematografico, la palma d’oro al festival di Cannes 2016.
La storia è molto semplice (e se non avete visto il film vi consigliamo di interrompere qui la lettura e di recuperarlo in qualche modo!);

Daniel Blake, carpentiere vedovo di 59 anni, per la prima volta nella sua vita si trova alle prese con la burocrazia. Dopo un incidente al lavoro risulta essere affetto da una grave patologia cardiaca tuttavia, in un susseguirsi di eventi dal sapore kafkiano, Blake si trova impigliato in un paradosso burocratico, una perversa spirale che lo trascina in fondo mentre attende che la sua richiesta di indennità per malattia sia approvata. La burocrazia messa in campo da Loach è un’idra a più teste: impiegati insensibili, iter infiniti, inutili procedure amministrative, paradossi degni di Escher. Quello che più ci ha colpito, però, è il comune denominatore di tutti questi aspetti: la tecnologia. Daniel, persona pratica e concreta, si trova ad avere a che fare con computer, internet, moduli online. La tecnologia è nemica, lontana, una complicazione che corrode gesti che – agli occhi di Blake – potrebbero richiedere meno sforzo
Ed è proprio questo che ci ha portati a chiederci: la tecnologia è davvero di tutti e per tutti?

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Snapchat sul tappeto rosso, ovvero il Festival di Cannes in salsa UX

giugno 20, 2017 | By | No Comments

Se il cinema incarna i nostri desideri e le nostre paure, Cannes è l’apoteosi di tutto questo. Un festival patinato, discusso, elitario, rivoluzionario e tradizionalista, amato, odiato, ma senza dubbio uno degli eventi che misura il polso delle emozioni dell’umanità. Abbiamo avuto la fortuna di intrufolarci nella settantesima edizione del Festival e siamo stati ripagati da una serie di film ed episodi che hanno solleticato il nostro animo UX. In anteprima, vi sveliamo alcuni dei titoli che faranno molto parlare di sé nei prossimi mesi: noi – come sempre – li analizziamo sotto la lente che ci contraddistingue.


La locandina della 70esima edizione del Festival di Cannes

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L’amore ai tempi dell’androide: robot e gender da Alberto Sordi a Spike Jonze

aprile 28, 2017 | By | No Comments

Se c’è un articolo che, pur nella sua brevità, riesce a sintetizzare le inquietudini contemporanee legate a tecnologia e intelligenza artificiale, è l’intervista a Genevieve Bell comparsa sul Guardian qualche tempo fa.

Genevieve Bell è un’antropologa da 18 anni al servizio non della Regina ma di Sua Maestà la multinazionale Intel, ed è anche una influente pensatrice in ambito AI e affini.
La tesi proposta da Bell in questa intensa intervista è che il vero pericolo legato alle intelligenze artificiali e relativi robot non consista nel rischio di una rivoluzione androide con conseguente sterminio della razza umana. La questione è più complessa: se questo accadrà vorrà dire che siamo stati noi a fornire ai robot questo potere. Uhm, interessante. Ma non è questo su cui mi voglio soffermare. Bell sfiora anche un altro tema: l’umanissima paura di diventare irrilevanti.

What do you see yourself doing in 10 years? Work that can't be done by a robot. Read More

Esplorare il MART via Telegram, il BOT ci prende la mano

marzo 24, 2017 | By | 2 Comments

Varie vicissitudini mi hanno spinto a scaricare il famigerato Telegram: “non condividono i tuoi dati con Facebook!” (va beh, ormai…), “puoi creare i BOT!” (conoscendo solo i Buoni del Tesoro, ho avuto un impeto di finanza creativa, subito spento dalla dura realtà, le sigle ingannano), “ci sono sticker divertentissimi!” (ecco, questo è un vantaggio innegabile e indispensabile rispetto a What’s app e simili). Read More